Produzioni

LA SETTIMA

BALLETTO TEATRO DI TORINO / BORDERLINEDANZA / OLAF LANERI

LA SETTIMA

coreografia, luci e costumi di Borderlinedanza

Claudio Malangone

coreografia, luci e costumi di Balletto Teatro di Torino

Nicoletta Cabassi

Pianoforte Olaf Laneri

musiche VII sinfonia di Beethoven nella riduzione per pianoforte di Franz Liszt

danzatori Balletto Teatro di Torino

coproduzione BTT e Borderlinedanza

 

 

Wagner a proposito della Settima disse : «Questa sinfonia è l’apoteosi della danza. È la danza nella sua massima essenza, l’azione del corpo tradotta in suoni ideali». Il ritmo penetra in ogni settore della composizione e ne diviene categoria generatrice; esso dà forma alle idee, ne innerva e ne vivifica la melodia fino a trasformare plasticamente i temi e concentra o disperde i motivi tra le varie fasce timbriche. Ma soprattutto questo è un “atto di pensiero” che coinvolge i due coreografi Nicoletta Cabassi e Claudio Malangone assieme alla direttrice Viola Scaglione. Le loro idee e riflessioni umane ed artistiche si sono affiancate per dare vita ad un corpus unico che ha per oggetto e tema la Settima Sinfonia di Beethoven, eseguita dal vivo da Olaf Laneri.

 

Per Cabassi: “Dopo il Primo Studio, in cui avevo scelto il I e il IV movimento, per questa fase mi occupo del III e ancora del IV (ma sotto un’altra ottica e prospettiva). In questa partitura, tra ogni modulazione e accordo, il compositore infonde sicurezza, coraggio, determinazione, apertura alla vita, fiducia nel futuro. Ed è proprio ciò che ci manca. In un intreccio sia corale che individuale proviamo a sondare ed indagare il concetto di “felicità comune” in quel momento cruciale che precede la felicità sia essa attesa o inaspettata e lo faremo suggerendo l’intreccio coreografico come lingua di negoziazione tra individuo e pluralità all’interno di una comunità ideale e ponendoci alcune domande sul ruolo fondante  che il patrimonio artistico ha nella contemporaneità. Punto di partenza per questa creazione – racconta Claudio Malangone – sono l’idea di un tragitto e quelle trasformazioni che un ambiente e un corpo subiscono durante un percorso, così come avviene per la partitura musicale della Settima, cogliendone le metamorfosi e le contraddizioni a esso insite. Un percorso teorico e fisico dettato dal sapersi conoscere e osservare, aprirsi al dialogo e al confronto allo scopo di recuperare una dialettica comunitaria, di reinventarsi e di riscoprirsi all’interno di una fluidità organizzativa e creativa, in cui le strategie di ognuno diventano supporto alla ricerca artistica.

 

Un viaggio che trae ispirazione tra ciò che vediamo e ciò che immaginiamo per condurre in un luogo intimo e caloroso, che scava nella complessità dell’organismo sociale per mostrare l’invisibile dietro ciò che è palpabile visualmente, dove si apre lo spazio per costruire drammaturgia identificandone l’essenza non nel contrasto tra i 4 personaggi ma nel confronto tra scena e pubblico”. Claudio Malangone.