Il Balletto Teatro di Torino è un organismo di produzione, ricerca e partecipazione culturale, capace di intrecciare radici locali e relazioni internazionali, e di trasformare la danza in un linguaggio vivo, aperto e condiviso.

Il BTT nasce nel 1977 per iniziativa di Loredana Furno e da allora è una presenza viva nella scena della danza contemporanea italiana e internazionale. La compagnia collabora con autori e autrici di rilievo, contribuendo a nutrire un repertorio vario, dinamico e in continua trasformazione. Oggi la compagnia è composta da cinque danzatori e danzatrici stabili ai quali si affiancano regolarmente artiste e artisti ospiti coinvolti in progetti di creazione, residenza e formazione.

viola scaglione portrait

Viola Scaglione

direzione

Direttrice artistica del Balletto Teatro di Torino dal 2015. Sotto la sua guida, la compagnia ha consolidato la propria identità contemporanea, ampliando la ricerca artistica verso nuovi linguaggi e rafforzando il dialogo tra creazione, formazione e progettazione culturale. Nel suo lavoro, la ricerca artistica si accompagna alla costruzione di un ambiente fondato sull’inclusione, sulla valorizzazione delle persone e delle diversità e sulla condivisione dei processi creativi, un percorso che nel 2026 ha portato il Balletto Teatro di Torino a ottenere la Certificazione per la Parità di Genere UNI/PdR 125:2022. Bio completa

produzioni

I LOVE YOU, SCHUBERT!

I LOVE YOU, SCHUBERT!

  • Durata

    25 minuti

  • Debutto

    30 aprile 2026, Festival Corfuentes, Teatro delle Saline, Cagliari

  • Coreografie

    Manfredi Perego

  • Danzatori e danzatrici

    Bailey Kager, Noa Chatton, Gabriele Scarcia, Noa Van Tichel

  • Musiche

    Franz Schubert

  • Costumi

    Manuela Dello Preite

  • Produzione

    Balletto Teatro di Torino

  • Con il sostegno di

    MiC-Ministero della Cultura, Regione Piemonte

  • Foto

    Andrea Macchia

Un lavoro sinergico tra danza e musica, ispirato dalle celebri e immortali composizioni di Franz Schubert, in cui il suono si fa gesto e il movimento diventa melodia.
Quattro quadri si susseguono come tappe di un viaggio sensoriale, alternando rigore e slancio, sogno e materia, passione e leggerezza. L’energia iniziale disegna architetture in movimento, dove il corpo esplora tensioni ed equilibri in un continuo dialogo con il suono.
Poi tutto si fa visione, un gioco di memoria e immaginazione sospeso tra fiaba e realtà, in cui la danza tratteggia emozioni sottili, intime, quasi sussurrate. Improvvisamente il ritmo esplode, il palco si accende di pulsazioni travolgenti e la coreografia diventa fuoco, terra, radici e passione. Infine, la scena si immerge in un’atmosfera liquida e impalpabile, dove i corpi sembrano dissolversi nel suono, tra ombre e riflessi, salvo poi riaprirsi in un finale esplosivo, quasi a ribadire la supremazia della fisicità e del corpo sulla mente.

SECONDO QUARTO DI LUNA

SECONDO QUARTO DI LUNA

  • Durata

    40 minuti

  • Debutto

    17-18-19 settembre 2026, Torinodanza Festival, Torino

  • Di e con

    Viola Scaglione

  • Co-regia

    Silvia Gribaudi

  • Movement coach

    Marta Ciappina

  • Processo creativo

    Doriana Crema

  • Sound design

    Max Viale

  • Costumi

    Mariateresa Grilli

  • Light design

    luca Serafini

  • Creative producer

    Ewa Gleisner

  • Produzione

    Balletto Teatro di Torino

  • Con il sostegno di

    MiC-Ministero della Cultura, Regione Piemonte

  • Nell’ambito del progetto

    Residenze coreografiche Lavanderia a Vapore

  • Foto

    Andrea Macchia

“secondo quarto di luna” è un attraversamento. Una soglia tra ciò che si mostra e ciò che ancora resta nell’ombra. Come la fase crescente del ciclo lunare, lo spettacolo abita una zona di confine tra luce e oscurità, dove la fragilità e la forza si incontrano e la malinconia si fa motore di possibilità.
Concepito e interpretato da Viola Scaglione, il lavoro nasce da una necessità personale e artistica: dare corpo e voce a uno spazio che per anni è rimasto in penombra, evitato, come se frequentarlo significasse infrangere un equilibrio fragile.
Uno spazio che ora si apre, reclamato non con prepotenza ma con delicata determinazione: come un ritorno a sé, un atto di fiducia, una dichiarazione di esistenza. In quel luogo interiore, dove un tempo c’era il timore di disturbare, ora nasce la volontà di essere: visibile, autentica, presente.
Un atto vitale, politico, poetico: radicarsi nel proprio presente, mostrarsi intera anche nell’incompletezza, scegliere di esserci semplicemente, così come si è.Una danza che parla di maturità e di libertà, che non teme la solitudine, ma la attraversa con coraggio.A sostenere questa esplorazione, una costellazione di presenze femminili scelte per affinità profonda. Silvia Gribaudi, co-regista, accompagna la protagonista oltre i limiti conosciuti, trasformando anche le paure in spazi di libertà. Marta Ciappina, movement coach, traduce il movimento in narrazione, tessendo una grammatica intima e sensibile. Doriana Crema, con sguardo avvolgente, tiene insieme i frammenti del processo, illuminando connessioni e significati. Ewa Gleisner, in veste di creative producer, affianca la visione con lucidità e cura, intrecciando struttura e sensibilità.

PETIT# 2. PEZZO FACILE PER UN INCONTRO

PETIT# 2. PEZZO FACILE PER UN INCONTRO

  • Durata

    30 minuti

  • Debutto

    3 luglio 2026, Festival LE DANZATRICI en plein air 2026, Ruvo di Puglia (BA)

  • Coreografia

    Alessio Maria Romano

  • Di e con

    Bailey Kager, Ivo Santos, Leonardo Castellani, Noa Van Tichel

  • Progetto sonoro

    Andrea Fabris

  • Costumi

    Donato Didonna

  • Assistente alla creazione

    Leonardo Castellani

  • Coproduzione

    Balletto Teatro di Torino e Associazione MENHIR

  • Con il sostegno di

    MiC Ministero della Cultura, Regione Piemonte

  • Foto

    Andrea Macchia

PETIT#2 è un esercizio, una continuazione. Qualcosa è già accaduto, qualcosa è già finito. Qualcosa è appena iniziato. 4 interpreti.  Se la storia è ciclica, forse prevedibile, come possiamo cambiare e forse modificare le sue conseguenze? Ci sono un totale di 12 azioni di coppia che nascono dalla ricerca di un contatto fra le mani e quindi 24 azioni individuali. Un legame che parte da un gioco. I movimenti si susseguono come alla ricerca di un ipotetico “giusto incastro” con o senza l’altro. Un bisogno di ricordare e ripetere. Ogni interprete conosce l’intero materiale coreografico. Il come e il con chi danzare il codice è assolutamente una libera possibilità che accade nel presente della performance. Anche il costume e il suo uso sono una libera scelta nel tempo dell’azione scenica. I diversi abiti intesi come un accumulo di idee che forse portano alla nascita di un altro me. I suoni sono ricordi che si susseguono come rielaborazione e trasformazione della voce degli interpreti. Chi siamo in questo accumulo di scelte e possibilità? Chi diventiamo? Quale identità siamo? Cosa rimane alla fine? Chi è l’altro? Qual è il mio desiderio? La mia danza? Possiamo ripartire dal giocare per costruire? Siamo liberi, siamo felici?

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UGOLA ANIMALE

UGOLA ANIMALE

  • Durata

    60 minuti

  • Debutto

    18 giugno 2026, Spazio Fattoria Vittadini, Milano

  • Concept / coreografia / regia

    nicola mascia

  • Creazione performance (Balletto Teatro di Torino e Fattoria Vittadini)

    Enzina Cappelli, Leonardo Castellani, Bailey Kager, Francesca Penzo, Ivo Santos, Alessio Scandale, Viola Scaglione, Mariagiulia Serantoni, Noa Van Tichel

  • Spazio, costumi, suono, luci

    Nicola Mascia, Gregor Schreiter

  • Graphic design

    Gregor Schreiter

  • Coproduzione

    Balletto Teatro di Torino, Fattoria Vittadini, Nicola Mascia

  • Direzione di produzione

    Viola Scaglione, Mattia Agatiello

  • Direzione organizzativa

    Maria Rosaria Visone, Beatrice Comincini

  • Con il contributo creativo di

    Luis Agorreta, Chiara Ameglio, Luca Cappai, Pieradolfo Ciulli, Maura Di Vietri, Nadja Güsewell, Luca Tomasoni

  • Con il sostegno di

    MiC-Ministero della Cultura, Regione Piemonte, Comune di Milano;  - Regione Lombardia - NEXT - Laboratorio delle Idee per la produzione e programmazione dello spettacolo lombardo

  • Foto

    luca del pia

Questa è una chiamata d’allarme. Questa è una dichiarazione d’emergenza. Siamo qui e siamo
animali. Non creature feroci, ma esseri radicali che gridano amore, reclamano tenerezza. Afferrando le nostre pelli, abbracciando le nostre viscere, condividendo il nostro sangue, intrecciamo le lingue per dare vita a un nuovo idioma di speranza, per dare voce all’invisibile. Lasciamo che la luce e il suono colmino le nostre cavità. Cacciatori vibranti, in lotta per l’unità e la sopravvivenza della fragilità.


In una riflessione viscerale sullo stato catastrofico dell’umanità, un cast internazionale e
multigenerazionale di nove performers, un eserciti di amanti, prenderà dimora in uno spazio vuoto.
Un branco in transumanza, in trasformazione oscillante tra comportamento umano e istinto animale, tornerà all’essenza dell’essere, liberando tentacoli ipersensibili, spiegando le ali per rafforzare la vulnerabilità della propria presenza fisica.
Affidandosi all’ingegnosità e all’intelligenza istintiva del bambino interiore, predatori e prede svaniranno. Giochi di guerra sovversivi verranno esposti e contrapposti a paesaggi emotivi e sensuali per rivelare chi è la vera bestia. Quando il gioco è truccato, potremmo doverne infrangere le regole.


Un’opera coreografica corale, stratificata e intricata, in cui frammenti sapientemente intrecciati daranno vita a un nuovo elaborato ricamo, fondendo la purezza del corpo con potenti elementi audiovisivi complementari. Costumi accurati adorneranno, trasfigureranno e distorceranno la percezione del corpo umano, in contrasto con l’esposta e nuda pelle. Le luci trafiggeranno la scena alternando atmosfere violente e crude a paesaggi notturni ed effimeri, frammentando lo spazio per creare ambienti impalpabili e inaspettati


Come antichi reperti archeologici, tutti questi elementi si ricomporranno per dare vita a una nuova narrazione, una visione contemporanea intensa e profonda. L’alfa e l’omega, il primo e l’ultimo, l’inizio e la fine. Una voce nell’oscurità, in un’epoca di silenzio. In un tempo di brutalità e ignoranza, questo è il nostro manifesto.

NOA

NOA

  • Durata

    16 minuti

  • Coreografia

    Jye-Hwei Lin

  • Danzatrice

    Noa Van Tichel

  • Musiche originali

    Enrico Ascoli

  • Costumi

    Manuela Dello Preite

  • Produzione

    Balletto Teatro di Torino

  • Con il sostegno di

    MiC-Ministero della Cultura, Regione Piemonte

Il corpo appare e i gesti prendono vita, immagini fugaci, forze invisibili ed echi lontani danno forma a istanti, schiudono orizzonti. Questo lavoro coreografico per una sola danzatrice è un’indagine intima e potente sul corpo danzante e la sua presenza, un corpo nel qui e ora.
Cosa vediamo quando osserviamo un corpo in movimento?
Come entriamo in dialogo con una danza solitaria, come creatori, come interpreti, come spettatori?

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UMINGMAK

UMINGMAK

  • Durata

    12 minuti

  • Coreografia

    Mauro de Candia

  • Danzatore

    Luca Tomasoni

  • Musica

    Tanya Tagaq

  • Costumi

    Majatai

  • Produzione

    Balletto Teatro di Torino

  • Con il sostegno di

    MiC-Ministero della Cultura, Regione Piemonte

Umingmak è una riflessione coreografica sull’identità e le sue contraddizioni, un’indagine sul corpo come contenitore di esperienze pregresse.
Involucro di eventi, di notizie, di stimoli interni ed esterni, perciò mai naturale, mai originario. Eppure, originale: il nostro modo di essere umani, di stare al mondo è interamente mediato e reso fluido da tutte le esperienze iscritte nel nostro DNA, da quelle vissute sul e con il nostro corpo.
Mentre le innovazioni biotecnologiche spingono verso la dissoluzione del confine tra naturale e artificiale, l’umanità si ridefinisce in uno spazio fluido e in continua transizione. 
Umingmak accoglie questi conflitti, non per ricomporli, ma per attraversarli. Abbraccia le opposizioni, non per filtrarle, ma per viverle dentro le complessità del corpo odierno.

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ALISEO variation

ALISEO variation

  • Durata

    18 minuti

  • Coreografia

    Manfredi Perego

  • Danzatrice

    Bailey Kager

  • Musica originale

    Paolo Codognola

  • Costumi

    Majatai

  • Produzione

    Balletto Teatro di Torino

  • Con il sostegno di

    MiC-Ministero della Cultura, Regione Piemonte

  • Foto

    Giulia Capra

“Il vento è mitico, è pratico, è catarsi.
Il vento distrugge o trasporta, il vento è carattere invisibile dai visibili risultati.
Aliseo è un viaggio di trasformazione, senza inizio, senza fine."

Manfredi Perego

Aliseo è un vento costante, regolare, come il desiderio di esplorare e danzare. Il vento è energia, necessita di luoghi, intenzioni, a volte di caos, per poter lasciare emergere la sua potenza con tutte le sue intensità.
Le intensità sono disegni di trasformazioni. Modificano ciò che il corpo agisce mutando il paesaggio, esattamente come l’intensità del vento.

Studio per Aliseo è una danza che trasporta, scardina, trasforma.
Un’ode alla forza invisibile del desiderio – costante e mutante – che attraversa i corpi e li guida verso nuove forme.

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DEDICA AL DINAMISMO

DEDICA AL DINAMISMO

  • Durata

    25 minuti

  • Coreografia

    Manfredi Perego

  • Danzatori e danzatrici

    Bailey Kager, Noa Chatton, Gabriele Scarcia, Noa Van Tichel

  • Musiche originali

    Paolo Codognola

  • Disegno luci

    Roberta Faiolo

  • Costumi

    Majatai

  • Coproduzione

    Balletto Teatro di Torino e Festival MILANoLTRE

  • Con il sostegno di

    MiC-Ministero della Cultura, Regione Piemonte

  • Foto

    Guido Savant

Uomo perduto
naviga silenzi
nel tempo dinamico



Esiste il dinamismo del corpo e quello emotivo. L’unione di queste due dimensioni genera un moto fisico che nella mia indagine coreografica è il collante tra fisicità ed emozione.
Dedica al dinamismo non è un quadro che vuole essere puramente fisico, né puramente interpretativo, vuole essere lo scontro incontro/incontro tra questi due colori. 
Scontro generatore dell’indefinito. 
Si creano relazioni e dinamismi coreografici che si alternano in un quadro, cambiando della scena sfumature e atmosfere.
Dedica al dinamismo è decidere di porsi in un piano totalmente instabile, che ricerca stridori e accordi, incontri dinamici, per vedere quando l’epidermide crea calore oppure tempesta.

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MOTI NEL MEZZO

MOTI NEL MEZZO

  • Durata

    25 minuti

  • Debutto

    27 giugno 2026, Festival Internazionale Acqui in Palcoscenico - BEinSIDE, Acqui Terme (AL)

  • Coreografia

    Mauro de Candia

  • Danzatori e danzatrici

    Noa Chatton, Bailey Kager, Gabriele Scarcia, Noa Van Tichel

  • Musiche

    Georg Friedrich Händel

  • Produzione

    Balletto Teatro di Torino

  • Con il sostegno di

    MiC-Ministero della Cultura, Regione Piemonte

  • Foto

    Guido Savant

Moti nel mezzo è un viaggio attraverso il vuoto e la sua trasformazione, uno spazio che vibra di tensioni, memorie e battaglie interiori.
I danzatori e le danzatrici si muovono come frammenti di un universo incompleto, oscillando tra ciò che è stato e ciò che ancora non è, in un flusso di gesti che si raccolgono attorno a un centro invisibile. Gli sguardi convergono su un cerchio misterioso, il confine tra noto e ignoto, tra luce e ombra.
Attraverso una coreografia che alterna esplosioni di energia a sospensioni fragili, il corpo indaga il tremore dello spazio e il movimento che resta anche quando tutto sembra fermarsi. Moti nel mezzo è un’esperienza sensoriale e poetica, un’indagine sulle tracce invisibili che ogni passaggio lascia dietro di sé.

SISTA

SISTA

  • Durata

    30 minuti

  • Coreografia

    Simona Bertozzi

  • Danzatrici

    Marta Ciappina e Viola Scaglione

  • Musiche

    The Slits, Francesco Giomi, Jason Sharp

  • Light design

    Simona Gallo

  • Parole

    Marta Ciappina e Viola Scaglione

  • Editing voce

    Roberto Passuti

  • Costumi

    Born to be Reborn Lab

  • Produzione

    Balletto Teatro di Torino

  • Con il sostegno di

    MiC-Ministero della Cultura, Regione Piemonte

  • Con il supporto di

    Lavanderia a vapore

  • Progetto realizzato in prima fase con

    MilanOltre Festival

  • Foto

    Eros Brancaleon

SPETTACOLO SELEZIONATO PER NID PLATFORM 2025

In SISTA risuona la forza di un nome intimo e universale: sorella. Non un titolo, ma una dichiarazione di appartenenza, di alleanza scelta. Una parola che vibra tra le interpreti, Marta Ciappina e Viola Scaglione, come un codice affettivo e simbolico che dà corpo alla scena.
Tra sorelle - anche quando il sangue non le lega - si dice che scorra un filo invisibile, tessuto di antica cooperazione, di rifugi condivisi, di silenzi che parlano.
È un patto ancestrale, dove il gesto si fa parola primordiale e la memoria diventa corpo. 
Così la sorellanza, biologica o elettiva, disegna un territorio comune: un luogo fragile e potente dove riconoscersi, scegliersi, e insieme custodire il segreto di un’appartenenza che genera forza, cura e libertà.

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PLAY_BACH divertissement

PLAY_BACH divertissement

  • Durata

    30 minuti

  • Coreografia

    Manfredi Perego

  • Musiche

    J. S. Bach eseguite dal vivo dalla violinista Janine Bratu

  • Costumi

    Majatai

  • Danzatori e danzatrici

    Bailey Kager, Noa Chatton, Gabriele Scarcia,  Viola Scaglione, Noa Van Tichel

  • In collaborazione con

    Conservatorio Statale di Musica “Giuseppe Verdi” di Torino

  • Produzione

    Balletto Teatro di Torino

  • Con il sostegno di

    MiC-Ministero della Cultura, Regione Piemonte

  • Foto

    Andrea Macchia

Gli studi su Bach si configurano come una palestra coreografica, un luogo coreutico mutevole, che non termina la sua evoluzione. La sfida coreografica è quella di dare concretezza visiva e dinamica all’emozione che ogni nota esprime, cogliendo le sfumature della musica di Bach traducendo in danza un processo di analisi emotiva su ciò che la partitura musicale suggerisce.
La violenza e la dolcezza che emergono dalla vibrazione sonora trovano così una corrispondenza fisica, generando danze che attraversano mondi di nuove frequenze carnali.
La musica dal vivo cuce l’epidermide del danzatore allo spazio, spingendolo verso un ascolto e un’interpretazione più radicali; al contempo l’aria smossa dai corpi investe i musicisti, rendendo palpabile l’azione della danza sul suono stesso.

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#SOUNDSCAPE

#SOUNDSCAPE

  • Durata

    da 15 a 30 minuti

  • Di e con

    Viola Scaglione

  • Musiche suonate dal vivo all’arpa da

    Federica Magliano

  • Produzione

    Balletto Teatro di Torino

  • Con il sostegno di

    MiC-Ministero della Cultura, Regione Piemonte

  • Foto

    Giulia Capra

#SOUNDSCAPE è una performance in continua trasformazione, dove danza e musica si intrecciano in un dialogo vivo: ogni gesto genera suono e ogni suono diventa movimento, in un ciclo creativo senza fine.
La danzatrice, guidata da pratiche di composizione istantanea e da partiture di improvvisazione in profonda sintonia con la musica, si libera da schemi e coreografie predeterminate, abbracciando così un territorio di movimento aperto, fluido e in costante trasformazione: una performance che genera domande, costruisce significati e crea legami nuovi o rinnovati.
Gli spazi in cui prende vita non fanno da semplice cornice, ma modellano la performance stessa: architetture e ambienti diventano partner attivi, trasformando ogni esecuzione in un’esperienza irripetibile, in cui corpo, strumento e luogo dialogano costantemente facendo emergere nuove dinamiche di movimento e suono.

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FAUN*

FAUN*

  • Durata

    60 minuti

  • Ideazione e coreografia

    Mauro de Candia

  • Danzatori e danzatrici

    Bailey Kager, Noa Chatton, Gabriele Scarcia, Noa Van Tichel

  • Musiche

    Alva Noto/Ryuichi Sakamoto

  • Light design

    Simona Gallo

  • Costumi

    Majatai

  • Drammaturgia

    Patricia Stöckemann

  • Commissione

    Belgrade Dance Festival

  • Produzione

    Balletto Teatro di Torino

  • Con il sostegno di

    italian Ministry of Culture, Piedmont Region

  • Co in collaborazione con

    Piemonte dal Vivo within the Lavanderia a Vapore choreographic residency project and Teatro Pubblico Pugliese – Regional Arts and Culture Consortium 

  • Photo

    Giulia Capra

Lo stato di “limbo” tra il reale e l’immaginario, tra fantasie erotiche e sobria realtà, descritto da Mallarmé nel suo poema L’après-midi d’un faune, ispirò nel 1912 Vaslav Nijinsky nella creazione dell’omonima e rivoluzionaria coreografia. A distanza di oltre un secolo, quel medesimo fascino guida Mauro de Candia nell’indagare la figura del Fauno, essere “metà animale e metà umano”.
Il Faun* si avvicina con cautela all’essenza misteriosa di questa sensuale creatura della natura, che brama la realtà per rintracciare e liberare il proprio potere dinamico. Sono i molteplici stati del corpo e dell’animo del fauno, le sue metamorfosi, a sollecitare domande: non c’è forse un fauno in ognuno di noi? Non è forse anche allegoria del nostro tempo, in cui corpi e identità vengono costantemente reinventati e riesplorati?

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nuove creazioni

FLORILEGIO

FLORILEGIO

  • Coreografie

    Stefania Tansini

  • Con

    Bailey Kager, Gabriele Scarcia, Noa Van Tichel, Noa Chatton

  • Produzione

    Balletto Teatro di Torino

  • In collaborazione con 

    Dipartimento di Economia e Statistica “Cognetti de Martiis” dell’Università di Torino (partner scientifico) 

  • Primo studio

    22 dicembre 2026,  Casa BTT, Torino

Florilegio è un’indagine coreografica sul corpo e sul tempo, ispirata alla dinamica delle piante. Ogni pianta, così come ogni forma vivente, possiede una struttura peculiare e segue un andamento ritmico che ne definisce l’esistenza; si trasforma, si rigenera.
Seguendo questo principio, la coreografia si sviluppa come un habitat organico: un ecosistema in cui i corpi assecondano tempi organici e forme specifiche. Ogni corpo, considerato nella propria singolarità, è al contempo entità individuale e collettiva: un organismo spazio-temporale in continua evoluzione, in cui ogni movimento diventa atto di apertura, tensione e trasfigurazione e dove l’individuale e il collettivo coesistono come in una stessa “specie” temporanea.
Un dialogo corporeo continuo tra intersezioni, unificazioni, separazioni, sospensioni e vuoti, per restituire la complessità, la varietà e la vulnerabilità della vita organica. Le forme crescono, si dissolvono e si riconfigurano incessantemente.
Un invito a osservare la natura e il corpo come un divenire continuo, vivo e vitale.

IL FAUT CHANGER L’EAU DES FLEURS

IL FAUT CHANGER L’EAU DES FLEURS

  • Durata

    20 minuti

  • Debutto

    19 novembre 2026, Lavanderia a Vapore (Collegno, TO), Stagione BTT_moves 2026

  • Coreografia

    Antonin Rioche

  • Danzatori e danzatrici

    Bailey Kager, Noa Chatton, Gabriele Scarcia, Noa Van Tichel

  • Costumi

    Antonin Rioche

  • Sound design

    Jorg Schellekens

  • Produzione

    Balletto Teatro di Torino

  • Con il sostegno di

    MiC Ministero della Cultura, Regione Piemonte

PRODUZIONE UNDER 35
Un tavolo con un vaso di fiori freschi diventa il fulcro di un universo estetico in cui la bellezza non è mai statica, ma sempre in bilico tra armonia e trasformazione. Eppure, dietro questa compostezza, si insinua qualcosa di più viscerale, una tensione sottile tra l’apparenza e la carne, tra ciò che si mostra e ciò che preme per rivelarsi. I corpi danzano tra teatralità e pura fisicità, intrecciando le loro storie in una narrazione poetica, dove ogni gesto suggerisce un cambiamento imminente, una mutazione silenziosa ma inevitabile.

Un’opera di teatro-danza sospesa tra il senso di ordine e l’irrequietezza del non detto, guidata da un’intuizione persistente: qualcosa deve cambiare, anche se il suo significato resta misterioso.

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organigramma