Produzioni

Perfect broken

Spettacolo multimediale per musica elettronica, pennarelli, matite da disegno e danza

Coreografia e scenografia: Renata Sheppard
Musica: Ensemble Matita
Piano elettrico: Antonello Raggi, Penne Fabio Bonelli, Matite Luigi Bonelli
Pennarelli: Fabio Valesini
Disegno continuo: Susanna Tosatti
Danzatori: Balletto Teatro di Torino
Voce narrante e poesie: Tania Haberland
Collaborazione alla drammaturgia: Matteo Marziano Graziano
Isadora Programming: John Toenjes
Fotografie: Asif Malik, Renata Sheppard

Restituzione finale del work in progress MATITA, andato in scena per Rivolimusica al Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea, nella passata stagione e torna ora, nella sua stesura definitiva con il titolo di “Perfect Broken”.

La musica è eseguita dal vivo dall’ ensemble MATITA, composto da piano elettrico e disegnatori ritmici, dal cui lavoro è nata l’idea dello spettacolo. La coreografia è firmata dall’italoamericana Renata Sheppard ed è eseguita su una partitura prodotta dai suoni creati dallo sfregare delle matite da disegno che i musicisti muovono sulla carta, carta che è anche protagonista della danza che condiziona e con la quale dialoga.

Nella creazione la coreografa indaga il corpo, la carta e la memoria, ispirandosi ai concetti buddisti che derivano dal wabi-sabi, l’abbraccio dell’imperfezione.
Questo nuovo lavoro è stato incubato durante una residenza coreografica presso la Fondazione Bogliasco e prodotto dal Balletto Teatro di Torino in collaborazione con Rivolimusica insieme all’Ensemble musicale Matita, che ha suonato dal vivo alla prima esecuzione del 4 febbraio 2017 al Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea.

“Perfect Broken è un’installazione che esplora la geometria del corpo, la meditazione fisica e spirituale, utilizzando le sequenze coreografiche e le improvvisazioni strutturate che portano i ballerini in autentici momenti di scambio.
Perfect Broken tocca l’empatia, la temporaneità, la curiosità e la consapevolezza di vedere i difetti e le imperfezioni come l’essenza stessa della propria identità, invece di qualcosa da nascondere o evitare”.
Renata Sheppard

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