la compagnia

BALLETTO TEATRO DI TORINO

APPUNTI PER UNA DIREZIONE CONDIVISA

Nei suoi anni di attività, il BTT – Balletto Teatro di Torino ha girato il mondo con successo, portando con sé la propria passione, facendo confluire con audacia nel proprio processo creativo entità apparentemente distanti, messaggere di una mescolanza da cui prende vigore l’attualità della compagnia.

Una catena di relazioni, di respiri, di dediche: l’attività progettuale del BTT è densa, compatta, tende in direzioni inaspettate. Accoglie l’avvenire, tra esperienze umane e sociali, praticando instancabilmente il tempo della reciprocità e della curiosità.

Un costante allenamento dello sguardo verso il mondo, attenti ai dettagli e alla cornice che diffida delle imposizioni e si nutre di risvegli.

Tante biografie per una storia collettiva con la consapevolezza di lavorare al fianco di persone che condividono fervore, vitalità e slanci non riciclati. 

Un intreccio tra indigeni e forestieri in grado di agitare le nostre acque creando una comunità che scorre, che si modella e cambia forma in continuazione e che non perde mai di vista l’analisi del contesto in cui opera.

Si danza verso gli altri, creando un ritmo che si alterna tra intimità e distanza per creare paesaggi ampi, non uno spazio di passaggio, ma una casa comune dove sperimentare e allevare il pensiero, il modo di percepire e di percepirsi e non una ricerca sul consenso insieme agli artisti che incontrano le nostre progettualità ma una tensione costante verso il rischio per quello che non si conosce ancora.

Una vocazione incline al benessere e alla premura.

L’irrinunciabile aspetto produttivo della compagnia si completa abbracciando quello distributivo della circuitazione, moltiplicando così le possibilità, i luoghi per costruire comunità e per sperimentare.

BTT è spazio per noi, spazio per chi ci circonda: un cuore che pulsa, che crea nuove geografie, nuovi legami. In espansione, verso nuove prospettive.

In attento ascolto – sempre – nel mondo.

 

Viola Scaglione, Direttrice artistica

 

 

PROGETTO ARTISTICO

 

TENSIONI E INTENZIONI PER IL 2024

 

Il progetto artistico del BTT si basa sulla convinzione che i processi di creazione e di trasmissione della cultura coreografica siano fondamentali per l’ampliamento e la diffusione delle conoscenze, insieme ai valori e ai saperi ad essi connessi. 

Cresce sempre di più la necessità per la compagnia di tornare a vivere la danza non soltanto come espressione artistica, ma come un rituale capace di connettere le persone al di là dei confini culturali, sociali e fisici, creando uno spazio esperienziale di condivisione. 

L’idea centrale è che la ricchezza e la profondità dell’arte derivano dalla diversità di prospettive e dalla capacità degli artisti di integrare i loro valori e le loro esperienze emotive nel processo creativo. Questo contribuisce a creare opere che risuonano con autenticità e che possono avere un impatto significativo sul pubblico.

L’aspetto biografico degli interpreti diventa sempre più importante per la poetica del BTT. Lavorare in modo individuale agevola la comunicazione diretta, consentendo al coreografo/a di trasmettere chiaramente la sua visione e al/la danzatore/trice di esprimere idee e sensazioni personali. Questo tipo di relazione favorisce anche la crescita e l’evoluzione artistica dell’interprete, incoraggiandolo a esplorare nuovi modi per esprimersi attraverso il movimento e a sviluppare un approccio più consapevole e autonomo. Il risultato è una comunicazione profonda, fondamentale per ottenere una performance coesa, autentica e coinvolgente.

 

INDAGINE SUL DESIDERIO

 

L’Indagine sul desiderio è il filone tematico del nuovo percorso intrapreso nel 2022 dal Balletto Teatro di Torino, che parte e si districa nell’ampio spazio del desiderio. Dal latino desiderium: “de” e “sidus”, letteralmente “senza stelle”: un viaggio introspettivo, una spinta che coinvolge interprete e autore/autrice a immaginarsi oltre, all’interno di un unico universo dove concedersi un tempo umano di esplorazione e riscoperta, fuori da una logica convenzionale di produzione basata sulla pressione performativa. 

Un invito a progettare partendo da desideri che non possono essere considerati come semplici “sogni”. Essere responsabili del proprio desiderio, del proprio talento, significa rispondere alla sua chiamata, seguendo la sua direzione, è un imperativo che spinge l’interprete e l’autore fuori da se stesso e consente di attuare l’unico tipo di trasformazione duraturo, e cioè «cambiare nella capacità di cambiare» avendo cura del risveglio di questa ricerca appassionata.

La danza diventa uno strumento attraverso il quale coreografi/e e danzatori/trici possono esprimere la propria identità, esplorare le proprie storie e trasmettere emozioni e dediche al pubblico. Il ruolo dell’interprete non è più solo quello di eseguire una coreografia, ma diventa parte integrante del processo creativo, influenzando direttamente il significato e l’impatto dell’opera finale.

Quando si esplora un desiderio, si verifica un’invisibile espansione di quello che si è, un’espansione che permette di scorgere nuovi confini e, dentro questi, di conoscere qualcosa in più di sé stessi e degli altri.

 

Quale desiderio ci abita?

Come sopravvive il desiderio in uno spazio condiviso tra autore o autrice e interprete?

Cosa vuol dire essere interprete oggi? E autore o autrice? 

Quale il patto “etico” che sussiste tra queste due figure? 

L’indagine parte da un processo che ha iniziato a prendere forma nel 2022 con il lavoro “SISTA”, il duetto tutto al femminile firmato da Simona Bertozzi che ha visto le interpreti Marta Ciappina e Viola Scaglione protagoniste di una scelta ben precisa: il desiderio comune di incontrarsi, chiudere gli occhi e affidarsi aprendo varchi tra presenza e prossimità, due presenze diversamente vigili, legate da una tessitura invisibile.
Nel 2023 nell’ambito di questo filone il coreografo Manfredi Perego ha sviluppato un assolo “Studio per ALISEO” per la danzatrice della compagnia Nadja Guesewell, nel 2024 l’attività individuale si focalizza sul danzatore Luca Tomasoni, insieme al coreografo Mauro de Candia, che creerà per lui un solo “UMINGMAK”.

STORIA

 


Fondato da
Loredana Furno nel 1979 il BTT – Balletto Teatro di Torino ha festeggiato recentemente, 40 anni di attività continuativa, 40 anni di danza, di ricerca, di sperimentazione, di relazioni e collaborazioni.

Una compagnia attualmente composta da sei danzatori provenienti da importanti esperienze a livello internazionale che con crescente successo continua il suo originale percorso di creazione di spettacoli di danza riconosciuti ormai dalla critica più attenta. Il BTT, oltre all’attività all’estero, è molto presente in Italia, ed in particolare a Torino dove è riconosciuto come un organismo stabile di produzione, istituzionalizzato a livello regionale e cittadino. 

 

Dopo i primi storici vent’anni e la decennale collaborazione con Matteo Levaggi, coreografo stabile capace di offrire alla compagnia un’identità forte e riconoscibile, dal 2014 il BTT allarga il suo percorso artistico aprendosi ad importanti autori nazionali ed  internazionali.

I danzatori stabili, di formazione eclettica, danzano così con disinvoltura creazioni firmate da coreografi diversi per stile e identità come Itzik Galili, Antonello Tudisco, Marco de Alteriis, Yin Yue, Andrea Costanzo Martini, Ella Rothschild, Manfredi Perego, Silvia Gribaudi, Simona Bertozzi, Mauro de Candia, Alessio Maria Romano, Laura Domingo Agüero e ancora Jye-Hwei Lin, José Reches, Renata Sheppard, Matteo Marziano Graziano, Nicoletta Cabassi, Gabriella Maiorino.

 

Il quotidiano lavoro di ricerca dei danzatori con i diversi coreografi invitati, insieme alla stabilità della Compagnia, permette di ascrivere oggi il BTT, tra le realtà italiane di maggiore rilievo.

Nel 2009 al BTT viene assegnata la direzione artistica del teatro della Lavanderia a Vapore – Centro di Eccellenza per la Danza, a seguito della vincita del bando pubblico. Ristrutturata dal Comune di Collegno, dopo anni di abbandono la fascinosa struttura è affidata al BTT che ne assume la direzione per i primi sei anni di attività, rimanendovi oggi in residenza, nell’ambito delle iniziative della Fondazione Piemonte dal Vivo.

 

Dal 2016 alla figura di Loredana Furno, si affianca quella di Viola Scaglione che, in qualità di Direttrice artistica, adotta un approccio aperto e inclusivo, in dialogo orizzontale con i danzatori della compagnia e con gli artisti coinvolti nelle varie creazioni, stimolando processi di gruppo fortemente radicati nella fusione tra percorsi di crescita personale e di evoluzione artistica.

 

Il BTT da tempo rivolge particolare attenzione al lavoro di ricerca coreografica  e alle partiture di musiche originali, comprendendo un numero significativo di novità ed esecuzioni dal vivo, ad esempio in collaborazione con l’importante Macerata Opera Festival – Arena Sferisterio grazie alla vincita nel 2018 del  Bando Macerata 4.0 con la produzione We can be Waves , concept, regia  e coreografia di Matteo Marziano Graziano e grazie anche alla felice collaborazione con Rivolimusica, creando percorsi artistici di contaminazione e condivisione.

 

Parte integrante dell’attività, la sezione dedicata ai ragazzi, con la presentazione di spettacoli rivolti alle scuole dell’obbligo, in orario scolastico e anche l’organizzazione di Festival nazionali come Danza alla Fortezza del Priamar, a Savona, e Acqui in Palcoscenico, che giunge nel 2022 alla sua 39° edizione.

 

Nel 2020 nasce la Stagione SCENE – rete RPA Rete per la Performing Arts  la nuova stagione di spettacoli promossa dal BTT, dalle città di Rivoli e Avigliana, da Rivolimusica -Istituto Musicale G.Balmas e da Revejo/ Teatro Fassino di Avigliana, un parternariato di progettazione multidisciplinare.

Una collaborazione attiva che mescola intuizioni, passioni arte e crea un unico organismo in cui i diversi punti di vista si fondono e si trasformano arricchendosi a vicenda.

SCENE è un progetto per il futuro, un punto di riferimento per il pubblico, sulla matrice di un’offerta dedicata alla varietà e alla sperimentazione senza limitazioni di genere o linguaggi artistici.


Identity Concept

BRINGING VIRTUOSIC TECHNIQUE AND DISCIPLINE TO MORE EXPERIMENTAL DANCE EXPERIENCES.

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